Nell’ambito del Decreto attuativo della riforma fiscale è stato introdotto lo strumento del Concordato Preventivo Biennale a favore dei “contribuenti di minori dimensioni”.
Cos’è il Concordato Preventivo Biennale
Si tratta di un accordo con l’Amministrazione Finanziaria attraverso il quale il contribuente ha la possibilità di definire in anticipo le imposte (e i contributi) che andrà a versare al Fisco per i due anni successivi, a prescindere dal reddito effettivamente conseguito.
La proposta di concordato viene elaborata dall’Agenzia delle Entrate sulla base dei dati forniti dal contribuente, il quale può scegliere liberamente di accettare o rifiutare.
Soggetti interessati
Possono accedere al Concordato Preventivo Biennale i soggetti titolari di reddito di impresa / lavoro autonomo che applicano gli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA) e i soggetti in regime forfettario (per i contribuenti forfettari, in via sperimentale, la proposta di concordato per il 2024 è limitata ad una sola annualità).
Sono esclusi coloro che hanno iniziato l’attività nel corso del 2023 e sono, inoltre, previste alcune cause di decadenza sostanziale (es. omessa presentazione della dichiarazione dei redditi, condanna per reati fiscali, esistenza di debiti tributari e previdenziali superiori a 5.000 euro).
Fasi del Concordato Preventivo Biennale
L’accordo prende forma seguendo fasi ben distinte:
Fase 1 L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un apposito software per la comunicazione dei dati necessari all’elaborazione della proposta di concordato.
Fase 2 Il contribuente, utilizzando il predetto software, dichiara / inserisce i dati richiesti dall’Agenzia delle Entrate.
Fase 3 L’Agenzia propone al contribuente un’ipotesi di reddito per i due anni successivi ed elabora una proposta di concordato.
Fase 4 A questo punto, entro il 31.10.2024, il contribuente può scegliere se:
- accettare la proposta di concordato (le imposte dovute per i due anni successivi sono quelle previste nella proposta, indipendentemente dal reddito effettivamente conseguito);
- rifiutare la proposta di concordato (si dovrà procedere, come di consueto, a calcolare le imposte dovute sulla base del reddito effettivamente prodotto).
Vantaggi e svantaggi
Partiamo dai vantaggi. Come facilmente intuibile, chi ha un’attività in espansione e prevede redditi in crescita avrà probabilmente maggiore convenienza ad accettare la proposta, potendo conoscere con certezza le imposte da versare e programmare una pianificazione finanziaria. Altro vantaggio di non poco conto è l’esclusione da accertamenti del Fisco per la durata del concordato.
Quanto agli svantaggi, l’aspetto più importante è costituito dal “rovescio della medaglia”: l’accordo col Fisco è vincolante indipendentemente dall’andamento della propria attività, perciò anche in caso di andamento negativo o di conseguimento di un reddito inferiore rispetto a quello previsto nella proposta di concordato.
Occorre quindi considerare attentamente le variabili in gioco e i rischi insiti nell’esercizio della propria attività.