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Esonero contributivo per assunzione donne

Dopo oltre 10 mesi di attesa, finalmente vede la luce anche l’incentivo per l’assunzione di donne svantaggiate, innalzato dalla Legge di Bilancio 2021 al 100% dei contributi previdenziali, dando così piena attuazione alle misure agevolative previste dalla Legge n. 178/2020 volte a favorire l’assunzione di personale dipendente e per consentire il recupero dei livelli occupazionali pre-pandemia.

La Legge n. 178/2020, infatti, con riferimento alle assunzioni di donne lavoratrici svantaggiate avvenute negli anni 2021 e 2022, ha esteso dal 50% al 100% l’esonero contributivo previsto dalla Legge n. 92/2012, mantenendone inalterate condizioni e durata. A tal riguardo, si rammenta che sono riconducibili alla nozione di “donne svantaggiate” i seguenti soggetti:

L’esonero, nella misura massima di 6.000 euro annui, riparametrati e applicati su base mensile, spetta al datore di lavoro per un periodo pari a:

Per i rapporti di lavoro a tempo parziale l’importo dell’incentivo va ridotto in proporzione alle ore stabilite nel contratto di lavoro.

Il datore di lavoro che intenda accedere al beneficio dovrà rispettare il requisito dell’incremento occupazionale netto, che deve essere calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori occupati rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori mediamente occupati nei 12 mesi precedenti. Per tale motivo, qualora al termine dell’anno successivo all’assunzione non si riscontri un incremento occupazionale netto, l’incentivo non può essere legittimamente riconosciuto e il datore di lavoro sarà tenuto alla restituzione delle quote di incentivo eventualmente già godute.

L’incentivo è comunque applicabile qualora l’incremento occupazionale non si verifichi a causa di posti di lavoro lasciati liberi per dimissioni volontarie, invalidità, pensionamento, licenziamento per giusta causa.

L’Inps precisa che, ad oggi, sono oggetto di sgravio solamente i rapporti di lavoro instaurati nell’anno 2021: l’agevolazione al 100% per i rapporti di lavoro iniziati nel 2022 è subordinata ad un’ulteriore autorizzazione da parte della commissione europea.